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StoriaDai Veneti ai RomaniLe prime evidenze archeologiche in Val d'Ansiei che potessero far pensare ad un popolamento in età romana furono scoperte negli ultimi anni del XX secolo, benché uno storico, Giovanni Candido, avesse già scritto nel resoconto di un suo viaggio tra il Friuli e il Cadore avvenuto trecento anni prima, di un luogo chiamato “Auronzo, dove molte vestigia d'antichità veggonsi”. Nei secoli erano state ritrovate soltanto poche monete di fattura romana, raffiguranti il console Manlio Aquilio (129 a.C.) e l'imperatore Gallieno (260 d.C.-268 d.C.), senza però alcun contesto né informazioni aggiuntive. Grazie anche alla benevolenza del proprietario, negli anni novanta presso la casa Molin in via Tarin si trovarono le prime strutture di età romana. Da quel momento le scoperte si susseguirono con ritmo incalzante, fino a delineare un quadro assolutamente inedito: la val d'Ansiei è abitata sicuramente fin dal II secolo a.C. Sul monte Calvario, dietro la chiesa di Santa Giustina a Villagrande, è in corso di scavo uno dei siti archeologici più importanti del Veneto; un luogo di culto attivo dal II a.C. fino alIV d.C. Le iscrizioni del sito dimostrano l'uso della scrittura venetica fino almeno a tutto il I d.C., molto più tardi che in pianura, diventando l'anello mancante per la nascita della scrittura runica. Il sito è già stato presentato a Roma in una manifestazione nazionale sull'archeologia. Peraltro, il rinvenimento di alcuni frammenti di terracotta, probabilmente cocci di vasi risalenti a età preromana, hanno dato un senso ai racconti popolari che parlavano del porteà (cimitero) dei pagane in frazione Malon (1300 metri s.l.m.). Qui sono visibili imponenti muri a secco, a dominare le scarpate sottostanti, mentre su un lato si presentano imponenti terrazzamenti (anche di 3 metri di altezza), chiamati dai valligiani i altare dei pagane. In frazione Villapiccola furono poi trovate, nei pressi della chiesa, 6 monete di bronzo che coprono tre secoli (27 a.C.-211 d.C.), indizio di un tesoretto o di un abitato. Quasi di fronte alla chiesa, dall'altra parte del lago, venne ritrovata una moneta di Augusto durante i lavori di costruzione della strada che costeggia il bacino. Rilevanti anche i reperti scoperti a Cima Gogna che, ancora secondo le leggende locali, ospitava anticamente un centro abitato di notevoli dimensioni. Il patrimonio ambientale è proprietà delle Magnifiche Regole di Villagrande e Villapiccola, antichissime forme di gestione dei beni di proprietà collettiva dei "regolieri" titolari di un patrimonio inalienabile, indivisibile ed inusucapibile. Tale patrimonio ereditato dai nostri progenitori deve essere salvaguardato, migliorato e trasferito alle future generazioni. Con la venuta di Napoleone, nel 1806, tale patrimonio fu, con la scomparsa delle "regole" dato in amministrazione ai nascenti comuni. CulturaMuseiNel giugno 2008 è stato inaugurato il Museo Civico in via Dante presso il palazzo Corte Metto con quattro sezioni: Scienze della Vita e della Terra al primo piano, archeologia al secondo, la "Grande Guerra" al terzo e l'attività mineraria e mineralogica nell'ultimo. Il Palazzo è inoltre sede di mostre temporanee a tema vario: in passato ha ospitato mostre di Fotografia Naturalistica, Alpinismo, Storia dello Sci e Filatelia. Personalità legate ad Auronzo
SocietàEvoluzione demograficaAbitanti censiti
AmministrazioneSindaco: Bruno Zandegiacomo Orsolina (lista civica) dal 29/05/2007 Altre informazioni amministrativeLa denominazione del comune fino al 1961 era Auronzo. [3] SportPer quattro volte Auronzo di Cadore è stata sede di arrivo di tappa del Giro d'Italia, la prima nel 1946, l'ultima nel 1973. In diverse altre edizioni del Giro si è svolta una tappa con arrivo presso le Tre Cime di Lavaredo.
Ogni anno si svolgono il Campionato nazionale di Canoa in giugno e il Campionato mondiale di Motonautica fuoribordo ed entrobordo corsa l'ultimo week-end di agosto. Fin dal 1973 si tiene ogni anno in agosto la Camignada poi sie' refuge, una corsa in montagna non competitiva che si snoda per 30 chilometri, dal lago di Misurina al lago di Auronzo, lungo sei rifugi alpini nei gruppi delle Tre Cime di Lavaredo, del Monte Paterno e della Croda dei Toni. Da alcuni anni, la cittadina nel bellunese ospita il ritiro estivo della S.S. Lazio. Gemellaggi
Lago di AuronzoDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Coordinate: 46°32'38?N 12°27'03?E? / ?46.543986°N 12.450793°E? / 46.543986; 12.450793 Il lago di Auronzo anche conosciuto come lago di Santa Caterina è un lago artificiale che sorge nei pressi del comune di Auronzo di Cadore nelle Dolomiti della provincia di Belluno.[1] [modifica] Cenni storiciNel 1930 iniziarono i lavori della costruzione della diga per bloccare il corso del fiume Ansiei, creando un bacino lungo circa 2 chilometri, in grado di raccogliere 55.000 metri cubi d'acqua.[2] La diga in se è alta 55 metri e spessa 35 metri alla base e 5,5 alla sua sommità. I lavori finirono nel gennaio del 1932.[2] Il nome "Santa Cristina" deriva dal fatto che la diga termina dove si trova una piccola cappella del 1500 circa, dedicata alla santa.[2] La diga fu data in concessione alla "Società forze idrauliche dell'Alto Cadore", alla SADE, al gruppo di Marco Barnabo e Valentino Vascellari, che vennero infine nazionalizzate dall'ENEL nel 1962.[2] Sul lago si effettuano le gare il nautical Grand Prize of Cadore, oltre ai campionati di canotaggio.[2]
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